Decreto Delegato 27 novembre 2017 n.132 – Tasse applicabili dall’Ufficio di Stato Brevetti e Marchi

11 Dicembre 2017

Art. 1
(Tasse)
1. La tassa di deposito della domanda di brevetto, la tassa di rinnovo annuale per i brevetti d’invenzione, la tassa di ricerca di cui all’articolo 104 della Legge 25 maggio 2005 n.79 e successive modifiche, la tassa di pubblicazione della traduzione delle rivendicazioni del Brevetto Europeo ai fini della protezione provvisoria, la tassa di pubblicazione della traduzione del testo del Brevetto Europeo concesso per la Repubblica di San Marino, di cui all’articolo 5, comma 2, del Decreto – Legge 22 giugno 2009 n.76, sono fissate dalla Tabella 1 allegata al presente decreto delegato.
2. La tassa di deposito di modelli e disegni e la tassa di rinnovazione quinquennale di modelli e disegni industriali, di cui all’articolo 105 della Legge n. 79/2005 e successive modifiche, sono fissate dalla Tabella 2 allegata al presente decreto delegato.
3. La tassa di deposito e di prima registrazione e la tassa di rinnovazione per i marchi, di cui all’articolo 105 della Legge n.79/2005 e successive modifiche, sono fissate dalla Tabella 3 allegata al presente decreto delegato.
4. La sopratassa per ritardato pagamento di cui agli articoli 33, comma 3, 54, comma 2, e 64, comma 2, della Legge n.79/2005 e successive modifiche, la tassa di reintegrazione nei diritti di cui all’articolo 89 della Legge n.79/2005 e successive modifiche, la tassa di trascrizione di cui all’articolo 93 della Legge n.79/2005 e successive modifiche, nonché la tassa di trasmissione delle pratiche internazionali sono fissate dalla Tabella n. 4 allegata al presente decreto delegato.
5. La tassa annuale di concessione per l’uso dello stemma e per la concessione di stemmi ed emblemi dei Castelli, prevista dall’articolo 17 della Legge 5 dicembre 2011 n. 190, così come modificato dall’articolo 46, comma 3, della Legge 7 agosto 2017 n.94 è fissata dalla Tabella n. 5 allegata al presente decreto delegato.
Art. 2
(Disposizioni finali)
1. E’ abrogato il Decreto Delegato 30 dicembre 2014 n.223 nonché ogni altra disposizione in contrasto con il presente decreto delegato.
Art. 3
(Entrata in vigore)
1. Gli effetti del presente decreto decorrono dall’1 gennaio 2018.

Tabelle allegate al Decreto Delegato 27 novembre 2017 n.132
TABELLA 1
Brevetti
Tassa
ammontare in €
Tassa di deposito
170,00
Tassa di esame
Non applicabile
Tassa di pubblicazione della domanda e di pubblicazione della concessione
Compresa nella tassa di deposito
Maggiorazione oltre la 20° pagina
10,00 a pagina a partire dalla 21°
Tassa di pubblicazione della traduzione delle rivendicazioni del Brevetto Europeo ai fini della protezione provvisoria (art.
100,00
Tassa di pubblicazione della traduzione del testo del
Brevetto Europeo concesso per la Repubblica di San
Marino (art. 5, comma 2, decreto – legge 22 giugno 2009 n. 76)
100,00
Maggiorazione oltre la 20° pagina
10,00 a pagina a partire dalla 21°
Tassa di ricerca sul brevetto effettuata dall’Ufficio Europeo dei Brevetti
2476,00
Tasse di rinnovo annuale del brevetto:
1° anno
Compresa nella tassa di deposito
2° anno
Compresa nella tassa di deposito
3° anno
Compresa nella tassa di deposito
4° anno
70,00
5° anno
70,00
6° anno
70,00
7° anno
70,00
8° anno
140,00
9° anno
140,00
10° anno
140,00
11° anno
140,00
12° anno
270,00
13° anno 270,00
14° anno 270,00
15° anno 270,00
16° anno 400,00
17° anno 460,00
18° anno 530,00
19° anno 600,00
20° anno 650,00
TABELLA 2
Disegni e modelli
Tassa Ammontare in €
Tassa di deposito – un solo modello 70,00
Tassa di deposito per serie di modelli fino a 20 140,00
Tassa di deposito per serie di modelli fino a 40 190,00
Tassa di deposito per serie di modelli fino a 60 270,00
Tassa di deposito per serie di modelli fino a 80 320,00
Tassa di deposito per serie di modelli fino a 100 400,00
Tassa di esame Non applicabile
Tassa di pubblicazione Compresa nella tassa di deposito
Tasse di rinnovazione quinquennale del disegno:
2° quinquennio – modello unico 140,00
2° quinquennio – serie di modelli 330,00
3° quinquennio – modello unico 270,00
3° quinquennio – serie modelli 430,00
4° quinquennio – modello unico 270,00
4° quinquennio – serie modelli 430,00
5° quinquennio – modello unico 270,00
5° quinquennio – serie modelli 430,00
TABELLA 3
Marchi
Tassa Ammontare in €
Tassa di deposito con 3 classi (marchi per merci e servizi) 200,00
Tassa di deposito con 3 classi (marchi collettivi) 300,00
Tassa per ogni classe addizionale dalla 4° in poi (marchi per 50,00 merci e servizi)
Tassa per ogni classe addizionale dalla 4° in poi (marchi 70,00 collettivi)
Tassa di ricerca Non applicabile
Tassa di esame Non applicabile
Tassa di pubblicazione Compresa nella tassa di deposito
Tasse di rinnovazione del marchio, a partire dal secondo decennio:
Tassa di rinnovazione (marchi per merci e servizi) 200,00
Tassa di rinnovazione (marchi collettivi) 300,00
Tassa di rinnovo per ogni classe addizionale dalla 4° in poi 50,00
(marchi per merci e servizi)
Tassa di rinnovo per ogni classe addizionale dalla 4° in poi 70,00
(marchi collettivi)
TABELLA 4
Sopratassa, tassa di reintegrazione nei diritti, tassa di trascrizione e tassa di trasmissione pratiche internazionali comuni a brevetti, disegni e marchi
Soprattassa per ritardato pagamento tassa di rinnovazione 25% della tassa di rinnovazione
Tassa di reintegrazione nei diritti
150,00
Tassa di trascrizione/iscrizione di licenze, ecc…
150,00
Copia autentica di documenti
50,00
Documento di priorità
50,00
Certificato di concessione/registrazione1
50,00
Tassa di trasmissione pratiche internazionali
100,00
1 In caso di certificato con allegata copia autentica dei documenti depositati, il costo del certificato va sommato al costo delle marche da bollo.
TABELLA 5
Tassa annuale di concessione per l’uso dello stemma
Tassa annuale di concessione per l’uso dello stemma
100,00
Tassa annuale di concessione per l’uso degli stemmi dei Castelli
100,00

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DECRETO DELEGATO 27 settembre 2017 n.114

10 Ottobre 2017

MODIFICHE ALL’ARTICOLO 103, COMMA 4 DELLA LEGGE 16 DICEMBRE 2013 N. 166 – IMPOSTA GENERALE SUI REDDITI E SUCCESSIVE MODIFICHE
Art. 1
1. L’articolo 103, comma 4 della Legge 16 dicembre 2013 n.166 è così modificato:
“4. Le ritenute di cui ai commi 1, 2, 3 e 7 non si applicano qualora il percipiente sia:
a) una banca;
b) un altro soggetto autorizzato ai sensi della Legge 17 novembre 2005 n. 165, e successive modificazioni ed integrazioni, diverso da una banca, che percepisca il pagamento di interesse e/o provento equivalente per conto proprio;
c) un soggetto estero che, in forza della normativa in vigore nel proprio Stato d’origine, svolga una o più attività equivalenti alle attività riservate di cui all’Allegato 1 alla Legge 17 novembre 2005 n.165 che percepisca il pagamento di interesse e/o provento equivalente per conto proprio;
d) un organismo di investimento collettivo estero; per i fondi comuni d’investimento di diritto sammarinese restano ferme le esenzioni previste dalla Legge 15 gennaio 2007 n. 4.
e) un soggetto non residente fiscalmente nel territorio dello Stato, nel caso di proventi derivanti da conti correnti, depositi, certificati di deposito, pronti contro termine, obbligazioni con emittente sammarinese. In tal caso il percipiente è tenuto a dichiarare al soggetto erogante, la propria condizione di soggetto non fiscalmente residente ai fini della applicazione della suddetta esenzione.”.
Art. 2
1. L’articolo 103, comma 4, nel testo di cui all’articolo 148, comma 8, della Legge 16 dicembre 2013 n.166 e successive modifiche è così modificato:
“4. Le ritenute di cui ai commi 1, 2, 3 e 7 non si applicano qualora il percipiente sia:
a) una banca;
b) un altro soggetto autorizzato ai sensi della Legge 17 novembre 2005 n. 165, e successive modificazioni ed integrazioni, diverso da una banca, che percepisca il pagamento di interesse e/o provento equivalente per conto proprio;
c) un soggetto estero che, in forza della normativa in vigore nel proprio Stato d’origine, svolga una o più attività equivalenti alle attività riservate di cui all’Allegato 1 alla Legge 17 novembre 2005 n. 165. Qualora il predetto soggetto estero operi per il tramite di un soggetto autorizzato di cui alla precedente lettera b), al fine di beneficiare dell’esenzione, quest’ultimo è tenuto a comunicare sotto la propria responsabilità, all’atto dell’accensione del rapporto, i dati identificativi del soggetto estero, al soggetto autorizzato che corrisponde o paga l’interesse o il provento equivalente;
d) un organismo di investimento collettivo estero; per i fondi comuni d’investimento di diritto sammarinese restano ferme le esenzioni previste dalla Legge 15 gennaio 2007 n.4.
e) un soggetto non residente fiscalmente nel territorio dello Stato, nel caso di proventi derivanti da conti correnti, depositi, certificati di deposito, pronti contro termine, obbligazioni con emittente sammarinese. In tal caso il percipiente è tenuto a dichiarare al soggetto erogante, la propria condizione di soggetto non fiscalmente residente ai fini della applicazione della suddetta esenzione.”.

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DECRETO – LEGGE 25 settembre 2017 n.113

10 Ottobre 2017

PROFILI DEFINITORI DELL’ASSEGNO E DISCIPLINA IN MATERIA DI RICHIESTA DI PAGAMENTO E PROTESTO DI ASSEGNI
IN FORMATO ELETTRONICO
Art. 1
(Tipizzazione dell’assegno)
1. Alla Legge 17 novembre 2005 n. 165 è aggiunto l’articolo 146-bis che segue:
“Art. 146-bis
(Coordinamento con il codice cambiario)
1. L’assegno bancario è un titolo di credito, esecutivo e all’ordine, contenente l’ordine incondizionato impartito da un correntista (traente) alla propria banca (trattaria) di pagare a vista a terzi o a sé stesso (beneficiario) una determinata somma di denaro, addebitando il proprio conto corrente.
2. L’assegno prepagato è un titolo di credito, esecutivo e all’ordine, contenente la promessa incondizionata di una banca, a ciò autorizzata dall’Autorità di Vigilanza della Banca Centrale, a pagare a vista una determinata somma di denaro in favore del soggetto ivi indicato come beneficiario, emesso su richiesta e previa messa a disposizione della medesima somma di denaro da parte del soggetto richiedente, anche non correntista.
3. L’assegno di traenza e quietanza è un titolo di credito esecutivo e non trasferibile, inviato dalla banca al beneficiario attestante una somma a sua disposizione, incassabile a vista dal beneficiario previa apposizione, da parte del beneficiario medesimo, di firma per traenza sul recto dell’assegno, e per quietanza sul verso del medesimo.
4. I titoli di credito di cui ai commi 1, 2 e 3 sono strumenti di pagamento in quanto pagabili unicamente a vista.”.
Art. 2
(Definizioni)
1. Ai fini del presente decreto-legge, i termini sotto riportati assumono i seguenti significati:
a) “Assegno”: assegni bancari, assegni prepagati, assegni traenza e quietanza tratti su o emessi da un intermediario definito alla lettera d);
b) “Emittente”: la banca o altro soggetto sammarinese abilitato all’emissione di un assegno prepagato per una somma disponibile presso il soggetto medesimo al momento dell’emissione;
c) “Immagine dell’assegno”: copia per immagine dell’assegno recto e verso su supporto informatico:
 dotata delle caratteristiche minime indicate dalle disposizioni attuative della presente normativa;
 la cui conformità è garantita dalla banca negoziatrice attraverso il rispetto delle medesime caratteristiche minime;
d) “Intermediario”: i soggetti di cui alle lettere b), e) ed f);
e) “Negoziatore”: la banca o altro soggetto sammarinese abilitato alla negoziazione di un assegno a seguito di girata per l’incasso;
f) “Trattario”: la banca o altro soggetto sammarinese presso cui è detenuto il conto di traenza dell’assegno.
Art. 3
(Ambito di applicazione)
1. La presente disciplina si applica agli intermediari che si avvalgono della facoltà di cui all’articolo 4.
2. La presente normativa può essere applicata anche ad assegni e a titoli di credito a questi assimilabili tratti su un intermediario estero e negoziati su di un intermediario, o viceversa, nel presupposto di sostanziale assimilazione della presente normativa sammarinese con quella estera, fermo restando l’obbligo in capo agli intermediari sammarinesi di rispettare le regole di accesso, eventualmente in modalità pattizia, al sistema dei pagamenti forense utilizzato per la negoziazione di assegni fra i due paesi.
3. Le disposizioni di cui al presente decreto-legge possono applicarsi, in quanto compatibili, anche agli assegni presentati per il pagamento in forma cartacea quando il trattario o l’emittente coincide con il negoziatore.
Art. 4
(Presentazione in forma elettronica dell’assegno)
1. Il negoziatore può presentare l’assegno per il pagamento al trattario o all’emittente in formato elettronico nelle modalità di cui alla disciplina attuativa della presente normativa.
2. La presentazione di cui al comma 1 deve intendersi compiuta nel momento in cui il trattario o l’emittente ricevono l’immagine dell’assegno e/o le ulteriori informazioni eventualmente imposte dalla normativa secondaria.
Art. 5
(Tempi di presentazione)
1. Il negoziatore deve presentare l’assegno per il pagamento al trattario o all’emittente entro il giorno lavorativo successivo a quello in cui l’assegno gli è stato girato per l’incasso.
2. Nel caso in cui la presentazione all’incasso avvenga in assenza dell’immagine dell’assegno, ma esclusivamente con le informazioni sostitutive dell’immagine menzionata come da possibile ipotesi di cui al precedente articolo 4 comma 2, il negoziatore, al fine di consentire i controlli di regolarità dell’assegno, deve trasmettere al trattario o all’emittente, previa richiesta di questi ultimi, l’immagine dell’assegno non oltre il giorno lavorativo successivo a quello di presentazione.
Art. 6
(Protesto)
1. In caso di mancato pagamento di un assegno presentato per il pagamento in formato elettronico, il protesto può essere richiesto solo in via telematica.
2. Nei casi di cui al comma 1, il pubblico ufficiale incaricato redige il protesto esclusivamente sulla base dell’immagine dell’assegno e/o delle relative informazioni ricevute in via telematica.
3. Il portatore dell’assegno riceve stampe e/o copie in formato cartaceo degli:
 assegni presentati per il pagamento in formato elettronico;
 eventuali documenti che ne attestano il mancato pagamento.
4. Per cause di forma maggiore gli adempimenti di cui ai commi 1 e 2 possono essere predisposti mediante modalità diverse da quella telematica.
Art. 7
(Validità della documentazione)
1. La documentazione in formato elettronico prodotta ai sensi del presente decreto-legge e della relativa normativa attuativa per il pagamento e la conservazione dell’assegno, nonché per l’elevazione dell’eventuale protesto, è valida e rilevante a tutti gli effetti di legge.
2. Le attività inerenti la dematerializzazione di cui al comma 1 possono essere esternalizzate.
3. Restano invariate le modalità comunicative fra il pubblico ufficiale e le autorità preposte alla gestione del protesto.
Art. 8
(Responsabilità e sicurezza)
1. Gli intermediari devono adottare adeguati presidi al fine di garantire la sicurezza e la correttezza delle fasi riguardanti gli adempimenti di cui al presente decreto-legge e relativa normativa attuativa.
2. L’intermediario è responsabile per quanto previsto dal comma 1 anche nel caso in cui le relative attività vengano esternalizzate a un soggetto terzo.
Art. 9
(Riservatezza dei dati)
1. Il rispetto della presente disciplina libera gli intermediari dall’osservanza delle ulteriori disposizioni previste nella Legge 23 maggio 1995 n. 70 e successive modifiche, a protezione della riservatezza dei dati, inclusa quella di cui all’ultimo comma dell’articolo 4 della suddetta norma.
Art. 10
(Attuazione della presente disciplina)
1. Con regolamento emanato da Banca Centrale della Repubblica di San Marino potranno essere definite:
 l’attuazione effettiva della presente normativa, anche con tempi differenziati a seconda della circostanza, da un lato che l’assegno venga tratto e negoziato in San Marino oppure, dall’altro, venga tratto in San Marino e negoziato all’estero o viceversa;
 eventualmente di concerto con le autorità preposte in San Marino, la disciplina tecnico-informatica alla quale gli intermediari dovranno uniformarsi per rendere effettiva l’applicazione della presente normativa, anche nell’ipotesi in cui l’intermediario medesimo partecipi ad un sistema di pagamenti forense per il pagamento di un assegno;
 le modalità per l’ottenimento dell’autorizzazione da parte degli intermediari di cui al precedente articolo 1 circa gli assegni prepagati.
Art. 11
(Norma finale)
1. Con provvedimento della Banca Centrale è fissata la data della piena operatività del pagamento dell’assegno e della elevazione del protesto in formato elettronico.
2. Sono fatti salvi gli effetti del Decreto – Legge 12 giugno 2017 n. 60.

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DECRETO DELEGATO 6 luglio 2017 n.77 (Ratifica Decreto Delegato 9 giugno 2017 n.58)

7 Agosto 2017

MODIFICA AL DECRETO DELEGATO 24 LUGLIO 2013 N. 93 – DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CREDITO AGEVOLATO A SUPPORTO DELLE IMPRESE

Art.1
1. L’articolo 3, comma 2, del Decreto Delegato 24 luglio 2013 n. 93 è così sostituito:
“2. Inoltre non è ammesso alcun finanziamento, in base al presente decreto delegato, agli operatori economici beneficiari di agevolazioni fiscali in materia di imposte dirette ed in materia di aliquota dell’imposta sulle importazioni ai sensi del Decreto 20 luglio 2004 n. 100, sui medesimi beni o progetti già oggetto delle agevolazioni fiscali.”.
Art.2
1. Dopo l’articolo 5 del Decreto Delegato 24 luglio 2013 n. 93 è aggiunto il seguente articolo:
“Art.5 – bis
(Finanziamenti per immobili di proprietà dell’Ecc.ma Camera)
1. L’operatore economico di cui all’articolo 5, commi 2, 3, 4, 5 e 6, che abbia già usufruito o stia usufruendo dei finanziamenti previsti dal presente decreto delegato, nella misura massima
concessa per il tipo di licenza intestata, per progetti di investimento volti alla realizzazione di immobili, ampliamento locali e superfici di lavoro nonché al loro ammodernamento o ristrutturazione al fine di migliorare i processi produttivi, o la sicurezza sul luogo di lavoro o la riduzione di emissioni inquinanti, qualora l’immobile oggetto dell’investimento sia di proprietà dell’Ecc.ma Camera, può avere accesso ad ulteriore credito agevolato per interventi sul medesimo immobile.
2. La richiesta deve essere effettuata ai sensi dell’articolo 6.
3. Il Comitato di Valutazione di cui al comma 1 dell’articolo 7 provvede all’istruttoria della pratica entro trenta giorni dal ricevimento della domanda, provvede al suo esame e ne riferisce, per il tramite della Segreteria di Stato per l’Industria, Artigianato e Commercio, al Congresso di Stato per le deliberazioni di competenza.
4. Il Congresso di Stato, vista la domanda ed il riferimento del Comitato di Valutazione, può deliberare la concessione del credito agevolato richiesto stipulando apposita convenzione con l’operatore economico, nella quale si stabilisce l’importo massimo finanziato, la durata e le modalità esecutive dell’erogazione del finanziamento, il termine di realizzazione del progetto, le garanzie sul finanziamento ricevuto nonché ogni altra prescrizione particolare. La delibera con la quale il Congresso di Stato nega la concessione del credito agevolato deve essere debitamente motivata.
5. Qualora si verifichino in fase di realizzazione del progetto di investimento variazioni significative rispetto alle previsioni del valore e delle caratteristiche del progetto stesso il Congresso di Stato, previo esame del Comitato di Valutazione tempestivamente informato dall’operatore economico autorizzato, può deliberare la variazione della convenzione di cui al comma precedente.
6. La convenzione stipulata tra il Congresso di Stato e l’operatore economico di cui al comma 4, nonché le eventuali modifiche successive, è sottoposta all’approvazione del Consiglio Grande e Generale.
7. Il contributo in conto interessi da parte dello Stato è pari al 70% del tasso convenzionato.”.
Art.3
01. L’articolo 8, comma 1, del Decreto Delegato 24 luglio 2013 n. 93 è così sostituito:
“1. I finanziamenti possono essere concessi nella forma del contratto di mutuo, del contratto di locazione finanziaria o nelle diverse forme previste dalle convenzioni finanziarie di cui al successivo comma 3. In caso di locazione finanziaria, il contributo in conto canoni, corrisposto nelle percentuali previste nel presente decreto, viene corrisposto all’operatore economico nella misura che spetterebbe per l’acquisto dei beni medesimi.”.
1. L’articolo 8, comma 2, del Decreto Delegato 24 luglio 2013 n. 93 è così sostituito:
“2. Il credito agevolato può essere concesso per un massimo di cinque o dieci anni ai sensi di quanto previsto dall’articolo 5 ed il rimborso del prestito avviene mediante il pagamento di rate semestrali posticipate costanti comprensive della quota di interessi a carico del beneficiario, con scadenza 30 giugno e 31 dicembre di ogni anno; la prima rata scade alla fine del primo semestre successivo a quello in cui è avvenuta l’erogazione della prima parte del prestito. Le convenzioni finanziarie di cui al comma 3 possono prevedere differenti modalità e frequenza di rimborso e non può venir prevista frequenza inferiore a n.1 rata ogni dodici mesi.”.
Art.4
1. L’articolo 9, comma 2, del Decreto Delegato 24 luglio 2013 n. 93 è così sostituito:
“2. L’Istituto di Credito convenzionato, disposto ad erogare i prestiti agevolati, in relazione alla specifica domanda di finanziamento, produce il relativo piano di rimborso del finanziamento e lo trasmette al Comitato di Valutazione indicando le garanzie di cui all’articolo 14.”.
Art.5
1. Dopo l’articolo 10 del Decreto Delegato 24 luglio 2013 n. 93 è aggiunto il seguente articolo:
“Art.10 – bis
(Subingresso nel finanziamento)
1. E’ consentito il subingresso nel finanziamento, in tutto oppure in parte, di un altro Istituto di Credito convenzionato, il quale subentra nelle garanzie, personali e reali, accessorie al credito.
2. Il subingresso di cui al comma 1 comporta il trasferimento dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto di finanziamento, nonché dei relativi crediti, alle condizioni stipulate tra il beneficiario e l’Istituto di Credito intermediario. Il subingresso deve essere annotato nei pubblici registri con le modalità previste dalla normativa vigente.
3. L’istituto di Credito cedente ed il subentrante restano obbligati nei confronti dell’erario ai sensi dell’art. 11, comma 4, ciascuno per la quota di interessi erogata per il periodo nel quale era parte del contratto di finanziamento, salvo diverso accordo tra gli stessi Istituti di Credito.
4. L’accordo di subingresso deve essere comunicato al Comitato di Valutazione entro trenta giorni dalla stipula.”.
Art.6
1. Dopo l’articolo 10 – bis del Decreto Delegato 24 luglio 2013 n. 93 è aggiunto il seguente articolo:
“Art.10 – ter
(Cessione dei crediti derivanti dal finanziamento)
1. In caso di cessione del credito e delle garanzie che lo assistono ad un soggetto non convenzionato, dopo l’integrale erogazione del finanziamento, il contributo in conto interessi continua a essere erogato al beneficiario del finanziamento per il tramite dell’Istituto di Credito cedente, o da altro Istituto di Credito da questi designato.
2. L’Istituto di Credito cedente resta obbligato nei confronti dell’Erario per l’eventuale restituzione del contributo ai sensi dell’art. 11, comma 4, ivi comprese le quote di contributo erogate dopo la cessione del credito.
2-bis. La cessione di cui al presente articolo deve essere comunicata al Comitato di Valutazione entro trenta giorni dalla stipula.”.
Art.7
1. L’articolo 11 del Decreto Delegato 24 luglio 2013 n. 93 è così sostituito:
“Art.11
(Decadenza dei benefici)
1. Decadono dai benefici del presente decreto delegato e sono tenute alla restituzione, entro centottanta giorni dalla dichiarazione di decadenza da parte del Comitato di Valutazione, del
contributo in conti interessi erogato dallo Stato in relazione al finanziamento accordato sino alla data di decadenza in proporzione alla durata del finanziamento rispetto al periodo di fruizione del contributo pubblico e secondo le modalità di cui al comma 3 del presente articolo:
a) le imprese che non hanno avviato o completato i progetti oggetto del finanziamento entro i termini stabiliti;
b) le imprese che non hanno rispettato in tutto o in parte i requisiti occupazionali previsti che per gli immobili si intendono riferiti al numero minimo che consente l’accesso al mutuo;
c) le imprese che non hanno comunicato tempestivamente al Comitato di Valutazione variazioni significative del progetto rispetto alle previsioni;
d) le imprese che successivamente all’approvazione della domanda si trovano in una delle cause di inammissibilità di cui all’articolo 4 ad esclusione dell’ultima condizione inerente le azioni esecutive ad opera del Dipartimento Esattoria ai sensi della Legge n.70/2004 e successive modifiche;
e) le imprese che danno luogo alla cessione dei beni oggetto degli investimenti di cui i progetti ammessi al finanziamento in violazione delle disposizioni;
f) le imprese che non rispettano le condizioni previste nel contratto di finanziamento per il rimborso delle somme finanziate per dodici mesi rispetto al piano di rimborso concordato;
g) le imprese che non forniscono, in base alle richieste del Comitato di Valutazione o dell’Ufficio Industria Artigianato e Commercio, i documenti e/o le informazioni necessarie a verificare la permanenza dei requisiti e l’insussistenza di cause di decadenza successivamente all’erogazione del finanziamento;
h) nel caso indicato all’articolo 9, comma 3.
2. Il Presidente del Comitato di Valutazione o in assenza il Vicepresidente, a tutela dell’interesse pubblico, informando i componenti del Comitato, provvede alla revoca di cui al presente articolo all’atto dell’accertamento dell’inadempimento.
3. L’importo di cui al comma 1 del presente articolo, si determina rapportando l’importo del valore totale dei contributi semestrali erogati, al periodo di durata del mutuo fino alla revoca e la durata stabilita del mutuo stesso.
4. L’Istituto di Credito erogante o la società concedente i beni oggetto del contratto di locazione finanziaria nei termini di cui al comma 1 sono tenuti a rifondere all’Erario la quota di interessi passivi pagata dall’Erario stesso. La decadenza dai benefici di cui al comma 1 e la conseguente rifusione della quota di interessi passivi dovuta all’Erario non determinano di per sé la decadenza del finanziamento, che è eventualmente dichiarata dall’istituto di Credito, in conformità alle disposizioni di legge e al contratto stipulato.”.
Art.8
1. L’articolo 14 del Decreto Delegato 24 luglio 2013 n. 93 è così sostituito:
“Art.14
(Garanzie)
1. I finanziamenti concessi in forza del presente decreto delegato, i relativi interessi e gli altri accessori, ivi compresi gli oneri ed i costi sostenuti a copertura dei rischi finanziari, sono assistiti da privilegio in favore dell’Istituto di Credito erogatore sui beni mobili ed immobili oggetto del finanziamento agevolato. In alcun modo i beni oggetto del finanziamento di cui all’articolo 5-bis del presente decreto possono costituire garanzia. L’entità delle garanzie deve essere tale da coprire oltre all’ammontare del prestito, l’ammontare complessivo degli interessi a carico dello Stato. Nel caso in cui il finanziamento avvenga in conto canoni come previsto al comma 1 dell’articolo 8, il
richiedente deve depositare presso la società, con la quale stipulerà il contratto di locazione finanziaria, le necessarie garanzie atte a coprire l’ammontare complessivo del contributo conto canoni a carico dello Stato, la quale ne darà comunicazione al Comitato di Valutazione ai sensi dell’articolo 9 del presente decreto ed in tale atto la società concedente i beni oggetto del contratto di locazione finanziaria si impegna al rispetto delle disposizioni previste dal presente decreto.
2. Il privilegio deve constare di apposita iscrizione presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari o del Tribunale se trattasi di beni mobili.
3. Il credito nascente dai finanziamenti di cui al presente decreto delegato viene soddisfatto col valore dei beni mobili ed immobili oggetto del finanziamento, in preferenza di ogni altro creditore privilegiato, ipotecario e pignoratizio ai sensi degli articoli 25 e 26 della Legge Ipotecaria 16 marzo 1854.
4. Il privilegio di cui al primo comma può essere sostituito o integrato da fideiussioni bancarie, polizze fideiussorie o altre forme di garanzia all’uopo concordate con l’istituto di credito. Possono essere altresì erogati finanziamenti in assenza di garanzie, ma in tal caso l’istituto di credito è tenuto alla restituzione delle somme di cui al comma 6 del presente articolo qualora sia deliberata la decadenza di cui all’articolo 11 del presente decreto delegato.
5. L’iscrizione del privilegio o la costituzione di altre forme di garanzia, avviene a cura dell’istituto di credito erogatore, il quale ne trasmette certificazione al Comitato di Valutazione, con onere a carico dell’impresa beneficiaria.
6. Nel caso il debito relativo al finanziamento sia stato estinto, le garanzie di cui al presente articolo decadono dopo sessanta giorni correnti previa cancellazione presso l’organismo preposto da parte dell’istituto di credito. La stessa procedura si applica per le garanzie rilasciate nei contratti di locazione finanziaria quando questi siano estinti.”.
Art.8-bis
(Decorrenza norme introdotte con la ratifica)
1. Le nuove norme introdotte con il presente decreto hanno efficacia a partire dall’entrata in vigore del Decreto originario n.58 del 9 giugno 2017.

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DECRETO – LEGGE 11 luglio 2017 n.82

7 Agosto 2017

INTERVENTI URGENTI IN MATERIA DI AMMORTIZZATORI SOCIALI E SOSTENIBILITÀ ALL’OCCUPAZIONE, E DI TRATTAMENTO PREVIDENZIALE ANTICIPATO

Art. 1
(Indennità di disoccupazione: disposizioni straordinarie)
1. Le prestazioni di cui all’articolo 23, comma 2, della Legge 31 marzo 2010 n. 73 sono prorogabili per tutti i cittadini sammarinesi, i residenti o titolari di permesso di soggiorno ordinario che abbiano già beneficiato dell’indennità economica speciale, i quali si trovino involontariamente disoccupati e che matureranno i requisiti per l’accesso al trattamento previdenziale entro il termine del periodo massimo di legge per fruire degli ammortizzatori sociali o al più nel semestre successivo alla scadenza di tale termine, nelle modalità di cui all’articolo 2 e nei termini di cui al comma 4.
2. L’indennità di disoccupazione di cui al comma 1 è erogata per un periodo massimo di nove mesi e calcolata secondo la percentuale prevista all’articolo 23, comma 1, lettera b), ultimo
capoverso della Legge n. 73/2010, per coloro che abbiano svolto attività negli ultimi due anni precedenti il licenziamento, da oltre 12 mesi a 24 mesi pari almeno a 243 giorni di contribuzione validi agli effetti pensionistici.
3. L’indennità di disoccupazione di cui al comma 1 è erogata per un periodo massimo di sei mesi e calcolata secondo la percentuale prevista all’articolo 23, comma 1, lettera a) della Legge n. 73/2010, per coloro che abbiano svolto attività, negli ultimi due anni precedenti il licenziamento, da oltre 6 mesi a 12 mesi pari almeno a 121 giorni di contribuzione validi agli effetti pensionistici.
4. Hanno diritto di accesso all’indennità di cui al comma 1 i lavoratori che soddisfano i seguenti requisiti:
a) essere soggetti ad accordo di mobilità sottoscritto a partire dall’1 luglio 2017 ed entro il 30 giugno 2018;
b) aver maturato il diritto alla pensione di anzianità ordinaria o di vecchiaia ordinaria al termine del periodo di erogazione della superiore indennità di disoccupazione straordinaria o al più nel semestre successivo;
c) aver compiuto, in riferimento alla pensione di anzianità ordinaria, almeno 56 anni e 9 mesi per i soggetti di cui al comma 2, o 57 anni per i soggetti di cui al comma 3, al tempo della sottoscrizione dell’accordo di mobilità.
d) aver compiuto, in riferimento alla pensione di vecchiaia ordinaria, almeno 62 anni e 3 mesi per i soggetti di cui al comma 2, o 62 anni e 6 mesi, per i soggetti di cui al comma 3, al tempo della sottoscrizione dell’accordo di mobilità.
Art. 2
(Profili applicativi)
1. Il lavoratore che al tempo dell’accordo di mobilità esprime la volontà di accedere alla pensione di anzianità ordinaria o di vecchiaia ordinaria prevista dalle norme vigenti nel corso o al termine del periodo per cui ha diritto agli ammortizzatori sociali o al più nel semestre successivo alla scadenza di tale termine e che non revochi tale volontà entro i 15 giorni successivi alla stipula dell’accordo, rinuncia alla possibilità di essere riavviato al lavoro e accede all’indennità di disoccupazione straordinaria di cui all’articolo 1.
2. La volontà espressa come sopra obbliga il lavoratore a presentare la domanda di pensione all’ufficio competente entro il 30 giugno 2018 che ne trasmette copia, ai fini del diritto all’erogazione dell’indennità di disoccupazione straordinaria di cui all’articolo 1 con gli effetti di cui al presente decreto – legge, all’ufficio a ciò deputato.
3. Ai sensi e per gli effetti di cui al comma 2, il lavoratore è posto in pensione d’ufficio al termine dell’erogazione degli ammortizzatori sociali o al più entro il semestre successivo ai sensi dell’articolo 1, comma 1.
4. In deroga al comma 3, il lavoratore è posto in pensione d’ufficio durante il periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali qualora maturi i seguenti requisiti per l’accesso al trattamento: 60 anni di età e almeno 40 anni di contribuzione, ovvero 65 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione e, a decorrere dal primo gennaio 2019, 65 anni e sei mesi di età e almeno 20 anni di contribuzione; conseguentemente non ha più diritto a percepire gli ammortizzatori sociali di legge di cui stia beneficiando al tempo del pensionamento. Resta salvo, in ogni caso, il diritto del lavoratore di richiedere l’accesso al trattamento pensionistico, anche prima della maturazione dei superiori requisiti anagrafici e contributivi, qualora questi venga a soddisfare, durante il periodo di erogazione degli ammortizzatori sociali, i requisiti minimi per il diritto alla prestazione previdenziale di cui alla normativa vigente.
5. In ogni caso, il lavoratore durante il periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali di legge e, successivamente, decorso il termine per il diritto all’indennità di disoccupazione straordinaria non può essere più riavviato al lavoro.
6. Dal momento di accoglimento della domanda di pensione di cui al comma 2, l’ufficio competente lo comunica all’Ufficio del Lavoro che procede alla cancellazione dalle liste di avviamento al lavoro e l’iscrizione in un elenco separato ai fini e per gli effetti di cui al comma 5.
Art. 3
(Accesso al trattamento previdenziale per anzianità anticipato)
1. Il presente articolo disciplina le norme per l’accesso al diritto al pensionamento in deroga alle disposizioni di cui alle Leggi 11 febbraio 1983 n.15, 8 novembre 2005 n. 157, 5 ottobre 2011 n. 158 ed all’articolo 51 della Legge 21 dicembre 2012 n.150 per i soggetti di cui all’articolo 1 che non siano stati, nell’anno precedente al termine dell’erogazione degli ammortizzatori sociali, titolari di un reddito complessivo, al netto delle detrazioni previste dalla legislazione vigente, di alcuna natura o provenienza di importo superiore a euro 12.000,00 (dodicimila/00) annui, oppure qualora il nucleo familiare di fatto dell’avente diritto sia composto da almeno due persone, il reddito pro-capite non deve superare l’importo annuo di euro 9.000,00 (novemila/00) al netto degli abbattimenti e delle passività dedotte analiticamente come previsto dalla legislazione vigente, tenuto conto di quanto disposto dall’articolo 151 comma 5, della Legge 16 dicembre 2013 n. 166. Dal reddito determinato a norma del presente articolo, non sono deducibili le passività di cui all’articolo 14, comma 1, alla lettera a) della Legge 16 dicembre 2013 n.166 (Smac Card).
2. Per accedere all’erogazione del trattamento previdenziale anticipato devono essere soddisfatti i seguenti requisiti:
a) avere compiuto i 59 anni e sei mesi di età al termine dell’erogazione di tutti gli ammortizzatori sociali di legge, inclusa l’indennità di cui all’articolo 1, e almeno 40 anni di contribuzione, ovvero, in alternativa, almeno 35 anni di contribuzione. In tale ultimo caso vengono applicati i disincentivi di cui all’articolo 7 della Legge n. 157/2005 così come modificato dall’articolo 9 della Legge 18 marzo 2008 n. 47;
b) essere in possesso della cittadinanza sammarinese, della residenza nella Repubblica di San Marino o titolari di permesso di soggiorno ordinario.
3. Ai fini del calcolo della contribuzione di cui al comma 2, lettera a), sono cumulabili, a quelli sammarinesi, i periodi contributivi maturati nei sistemi previdenziali di Paesi con i quali la Repubblica di San Marino ha stipulato convenzioni o accordi in materia, ove sia prevista la totalizzazione degli stessi.
Art. 4
(Pensione ordinaria di vecchiaia anticipata)
1. In deroga ai disposti di cui all’articolo 6, comma 4, della Legge n. 157/2005 ed in presenza dei requisiti di cui all’articolo 3, commi 1 e 2, ad esclusione della lettera a), è previsto l’accesso alla Pensione ordinaria di vecchiaia anticipata qualora siano presenti i seguenti ulteriori requisiti:
a) 65 anni di età, e dal primo gennaio 2019, 65 anni e sei mesi di età, al termine dell’erogazione di tutti gli ammortizzatori sociali di legge inclusa l’indennità di cui all’articolo 1;
b) almeno 20 anni di contribuzione.
2. Ai fini della maturazione del requisito di cui al comma 1, lettera b), sono cumulabili, a quelli sammarinesi, i periodi contributivi maturati nei sistemi previdenziali di Paesi con i quali la Repubblica di San Marino ha stipulato convenzioni o accordi in materia, ove sia prevista la totalizzazione degli stessi.
Art. 5
(Domanda del trattamento previdenziale per anzianità anticipato e della pensione ordinaria di vecchiaia anticipata)
1. Per accedere al trattamento previdenziale anticipato e alla pensione ordinaria di vecchiaia anticipata, il lavoratore, al tempo dell’accordo di mobilità, è tenuto ad esprimere la volontà di accedervi ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2.
2. I documenti necessari per la presentazione della domanda sono:
a) certificato di nascita – certificato di residenza – stato di famiglia;
b) copia dell’ultima busta paga percepita prima dell’accordo di mobilità.
3. I certificati di cui alla lettera a) del comma 2 possono essere sostituiti da autocertificazione di cui alla Legge 5 ottobre 2011 n. 159, da effettuarsi presso l’Ufficio Prestazioni Economiche dell’ISS. Per la documentazione di cui alla lettera b) del comma 2 l’ufficio ricevente accederà direttamente alle banche dati in possesso del settore pubblico allargato.
Art. 6
(Misure del trattamento previdenziale di anzianità anticipato)
1. L’importo del trattamento previdenziale anticipato viene calcolato sulla base delle disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1 e 2, della Legge n. 157/2005 ed all’articolo 17 della Legge n. 158/2011 e ridotto di una quota pari al 10% da destinare alla Cassa Ammortizzatori Sociali.
2. La pensione viene erogata per l’ammontare calcolato sulla base delle disposizioni previste dal comma 1, fino al compimento dell’età prevista per la pensione di anzianità. Dal primo giorno del mese successivo al compimento dell’età pensionabile, la pensione, se più favorevole, verrà erogata nella misura stabilita dal calcolo effettuato sulla base dell’articolo 3, comma 3, della Legge n. 157/2005, così come modificato dall’articolo 17, comma 1, della Legge n. 158/2011. Dalla stessa data non viene più applicata la riduzione di cui al comma 1.
3. Viene fatta salva l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 8 della Legge n.157/2005 e successive modifiche.
Art. 7
(Misura della pensione ordinaria di vecchiaia anticipata)
1. L’importo della pensione ordinaria vecchiaia anticipata è calcolato sulla base delle disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1 e 2, della Legge n. 157/2005 ed all’articolo 17 della Legge n. 158/2011 e ridotto di una quota pari al 10% da destinare alla Cassa Ammortizzatori Sociali.
2. La pensione è erogata, per l’ammontare calcolato sulla base delle disposizioni previste dal comma che precede, fino al compimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia. Dal primo giorno del mese successivo al compimento dell’età pensionabile la pensione, se più favorevole, viene erogata nella misura stabilita dal calcolo effettuato sulla base dell’articolo 3, comma 3, della Legge n. 157/2005, così come modificato dall’articolo 17, comma 1, della Legge n. 158/2011. Dalla stessa data non verrà più applicata la riduzione di cui al comma 1.
3. Viene fatta salva l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 8 della Legge n.157/2005 e successive modifiche.
Dato dalla Nostra Residenza, addì 11 luglio 2017/1716 d.F.R

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Decreto Delegato 9 giugno 2017 nr 58

10 Luglio 2017

Modifica al Decreto Delegato 24 Luglio 2013/93 – Disposizioni in materia di credito agevolato a supporto delle imprese

Si allega di seguito il testo completo.

Decreto Delegato 58/2017

 

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Decreto Legge nr 60 del 13/06/2017

10 Luglio 2017

Profili definitori dell’assegno e disciplina in materia di richiesta di pagamento e protesto di assegni in formato elettronico

Si allega di seguito il testo completo.

Decreto Legge 60/2017

 

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Circolare Ufficio del Lavoro nr 38 Dir. Disp./2017

10 Luglio 2017

Nuova classificazione mansioni lavorative e nuovo strumento di selezione del personale iscritto alle liste di avviamento al lavoro.

Si avvisa che dal prossimo 17 luglio entrerà in funzione il Repertorio delle Professioni e dal 24 luglio sarà disponibile il nuovo sistema di selezione dei candidati tramite l’applicativo “LABOR” del Portale PA. Si allega di seguito il testo completo.

Circolare nr 38 Dir. Disp/2017

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DECRETO DELEGATO 26 maggio 2017 n.54 MODIFICHE ALLA LEGGE 29 LUGLIO 2014 N.125 – Legge di riforma in materia di Aviazione Civile e successive modifiche

8 Giugno 2017

Art. 1
Articolo soppresso
Art. 2
1. Il comma 4 bis dell’articolo 38 della Legge 29 luglio 2014 n.125 introdotto dall’articolo 12 del Decreto Delegato 13 ottobre 2015 n.153 è sostituito dal seguente:
“4 bis. Il titolo di proprietà per ottenere l’immatricolazione di aeromobili è costituito da:
a) gli atti previsti dalla Legge 29 ottobre 1981 n.87;
b) scrittura privata autenticata dal Direttore Generale dell’Autorità;
c) copia autentica del titolo in base al quale l’aeromobile è stato precedentemente immatricolato nel registro aeronautico di provenienza se il soggetto richiedente l’immatricolazione risulta esser l’ultimo proprietario registrato in base al certificato di cancellazione rilasciato da tale registro;
d) copia semplice del titolo indicato al punto c) unitamente ad apposita dichiarazione autenticata del proprietario attestante la validità del titolo stesso.
I punti a) e b) costituiscono anche titolo per ottenere la registrazione, modifica e cancellazione di diritti reali di garanzia o contratti di locazione finanziaria.”.
Art. 3
1. Il punto 4), lettera c), comma 3, dell’articolo 38 della Legge 29 luglio 2014 n.125 è sostituito dal seguente:
“4) una società o trust di diritto sammarinese.”.
Art. 4
1. Dopo l’articolo 38 della Legge 29 luglio 2014 n.125 e successive modifiche è inserito in seguente articolo 38-bis:
“Art. 38-bis
(Operatore di aeromobili)
1. E’ operatore, o esercente, colui che assume l’esercizio dell’aeromobile ed è tenuto all’equipaggiamento e approvvigionamento dello stesso. L’operatore ha altresì il potere di nominare e revocare il comandante ovvero di fissarne i poteri nei limiti imposti dalle norme vigenti.
2. Il proprietario di aeromobile, ovvero il conduttore nei casi di contratti di locazione finanziaria, è operatore dello stesso salvo diversa indicazione da fornirsi nelle forme previste dall’Autorità.
3. L’operatore è responsabile della gestione dell’aeromobile, dei fatti dell’equipaggio e delle obbligazioni contratte dal comandante dell’aeromobile. Tuttavia, l’operatore non risponde dell’adempimento da parte del comandante degli obblighi di assistenza e soccorso e degli altri obblighi relativi alla spedizione o che le norme impongono al comandante quale capo della spedizione.
4. Il proprietario di aeromobile, il concedente in forza di contratto di locazione finanziaria, il locatore in forza di contratto di dry lease ed il soggetto finanziatore dell’aeromobile non sono responsabili per l’esercizio dell’aeromobile, salvo il caso in cui hanno posto in essere qualunque attività connessa a tale esercizio.
5. L’operatore risponde solidalmente con chi fa uso dell’aeromobile senza il suo consenso quando non abbia posto in essere la dovuta diligenza per evitare tale uso.”.
Art. 5
1. Dopo l’articolo 38-bis della Legge 29 luglio 2014 n.125 e successive modifiche è inserito il seguente articolo 38-ter:
“Art.38-ter
(Legge dello Stato di immatricolazione dell’aeromobile)
1. La proprietà e gli altri diritti reali di garanzia sugli aeromobili, le forme di pubblicità degli atti di costituzione, trasmissione ed estinzione di tali diritti sono regolati dalla legge dello Stato di immatricolazione dell’aeromobile, fatta salva l’applicazione della Convenzione di Cape Town del 16 novembre 2001 relativa alle garanzie internazionali su beni mobili strumentali e relativo Protocollo Aeronautico.
Art. 6
1. Il comma 3 dell’articolo 40 della Legge 29 luglio 2014 n.125 e successive modifiche è sostituito dal seguente:
“3. L’iscrizione dei diritti reali di garanzia mantiene i suoi effetti pubblicitari fino ad avvenuta cancellazione dell’iscrizione stessa nei casi e nelle forme previste dalla legge.”.
Art. 7
1. Il comma 4 dell’articolo 59 della Legge 29 luglio 2014 n.125 e successive modifiche è sostituito dal seguente:
“4. Nei casi di cui ai punti a), b), d), e), f) e q) si applica altresì la revoca della licenza di volo. Nei casi di cui ai punti l) ed o) si applica la sospensione della licenza da uno a sei mesi. L’operatore dell’aeromobile è solidalmente responsabile con il comandante per tutte le sanzioni amministrative pecuniarie irrogate nei confronti di quest’ultimo ai sensi del presente comma.”.
Art. 8
1. Dopo il comma 9, dell’articolo 59, della Legge 29 luglio 2014 n.125 e successive modifiche è aggiunto il seguente comma 9-bis:
“9-bis. Fino all’avvenuto pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate ai sensi della presente Legge, il Direttore Generale ha il potere di:
a) rifiutare il rinnovo di certificati di aeronavigabilità richiesto dall’operatore sanzionato per qualunque aeromobile appartenente alla flotta aerea da quest’ultimo operata;
b) rifiutare il rilascio di licenze di pilotaggio o convalide di licenze di pilotaggio nei confronti del comandante di aeromobile sanzionato;
c) rifiutare il compimento di qualsiasi altro atto richiesto dall’operatore sanzionato ed inerente l’operatore stesso, la flotta aerea da quest’ultimo operata ed il personale tecnico e di volo alle sue dipendenze.
d) ordinare il divieto di utilizzo degli aeromobili appartenenti alla flotta aerea operata dall’operatore sanzionato.
Tali poteri possono essere esercitati anche cumulativamente.”.
Art. 9
Articolo soppresso

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DECRETO DELEGATO 26 maggio 2017 n.55-Norme per l’aggiornamento e la semplificazione delle imposte di registro

8 Giugno 2017

Art. 1
(Registrazione in Caso D’uso o a Termine Fisso)
1. Le scritture private portanti atti o contratti per i quali le norme vigenti prevedano l’imposta fissa di registro nella misura minima, non sono soggetti a registrazione a termine fisso ma sono da sottoporre a registrazione qualora se ne voglia far uso nell’amministrazione pubblica o in giudizio.
2. L’imposta giudiziale, di cui all’articolo 1 della Legge 25 luglio 2003 n.99 e successive modifiche, non assorbe le imposte di bollo e di registro dovute sugli atti e contratti di cui si faccia uso in giudizio ma assorbe le imposte di bollo e di registro per i documenti, per il fascicolo e per i provvedimenti giudiziali nelle cause civili, nonché l’imposta di bollo sulle copie degli atti e contratti che siano stati registrati o comunque abbiano assolto le imposte in modo virtuale.
3. Gli atti pubblici o autenticati da Notaio, qualora non siano espressamente esentati dalla registrazione, sono obbligatoriamente da registrare a termine fisso a prescindere dal loro contenuto e dall’imposta per essi prevista.
Art. 2
(Modifica della Tabella delle Imposte di Registro)
1. Nel N. 29 della vigente Tabella sulle Imposte di Registro è aggiunto il seguente paragrafo:
“VIII – Finanziamento Soci 0,20%”.
2. Il punto 12 del N. 1 della citata Tabella, è modificato come segue:
“12) di beni sub 3 e 4, a titolo di contratto estimatorio euro 70,00”.
3. In applicazione della deroga prevista dall’articolo 5 del decreto 17 giugno 2004 n. 80, e con riferimento al N. 18 della vigente Tabella sulle Imposte di Registro, i contratti di comodato o di concessione in uso gratuito di beni materiali o immateriali stipulato fra coniugi o fra soggetti di cui almeno uno sia vincolato ad una delle controparti da parentela di primo grado, soggiace all’imposta di registro di euro. 70,00. Tali contratti, ancorchè dichiarati rinnovabili, non sono iscritti nel Registro di cui all’articolo 18 del Regolamento per l’Applicazione della Legge sulle Imposte di Registro (allegato alla Legge n.85/1981).
3 bis. Nel confermare la ratio del II paragrafo del N.28 della citata Tabella, alla divisione di beni ricevuti dai figli a titolo di eredità e/o di legato nella successione del genitore, è applicata l’imposta di registro fissa anche in caso di conguaglio e a prescindere dal numero dei condividenti e l’imposta di trascrizione è applicata nella misura minima. La stessa imposizione si applica alla divisione a cui partecipi il coniuge superstite e, pertanto, il paragrafo II del N.28 della citata Tabella è modificato come segue:
“II – dei beni ereditari tra figli e coniuge superstite euro 100,00”.
Art. 3
(Imposte sugli atti inerenti l’affidamento fiduciario)
1. Il contratto di affidamento fiduciario, e gli eventuali ulteriori atti di trasferimento al patrimonio affidato, sono assoggettati all’imposta di registro fissa nella misura di euro 70,00 e alle imposte di bollo, trascrizione e voltura nella misura ordinaria.
2. Gli atti con cui sono trasferiti ai beneficiari i beni facenti parte del patrimonio affidato sono assoggettati alle imposte previste per i trasferimenti a titolo oneroso. A tali atti si applicano le imposte previste per gli atti a titolo gratuito qualora affidante e beneficiario siano legati da rapporto di parentela in linea retta entro il secondo grado.
3. Ricorrendo le ipotesi previste al comma III° e IV° dell’articolo 5 della Legge n.43/2010, gli atti di trasferimento a favore dell’affidante dei beni già oggetto del patrimonio affidato sono assoggettati all’imposta di registro fissa nella misura di euro 70,00 e alle imposte di bollo, trascrizione e voltura nella misura ordinaria.
Art. 4
(Contratti bancari)
1. I contratti stipulati per scrittura privata con soggetti autorizzati ai sensi della Legge n.165/2005, portanti i negozi di cui ai punti 8, 8 bis, 9, 11, 12, 13 e 17 della Tabella delle Imposte di Registro,
a) sono esenti da registrazione se di ammontare non superiore a euro 5.000,00;
b) sono soggetti a registrazione in caso d’uso se di ammontare compreso tra euro 5.001,00 ed euro 20.0000,00;
c) sono soggetti a registrazione a termine fisso se di ammontare superiore a euro 20.000,00.
2. Sono esenti da registrazione le scritture private portanti contratti di deposito, contratti di apertura di conto corrente senza fido, contratti di noleggio delle cassette di sicurezza, contratti di
assicurazione, contratti per servizi bancari e finanziari alla clientela, nonché gli atti e contratti tra istituto bancario/finanziario e cliente aventi per oggetto strumenti finanziari.
3. In applicazione delle norme generali di cui alla Legge n.85/1981, gli atti e contratti, comunque stipulati, portanti i negozi di cui al presente articolo, scontano le imposte proporzionali per essi previste anche qualora siano allegati o enunciati in contratti, dichiarazione e atti di cui si faccia uso in giudizio o che siano sottoposti a registrazione ai sensi delle norme vigenti.
4. L’imposta ipotecaria per gli annotamenti di subingresso di cui al punto 8 della Tabella “C” allegata al Decreto Delegato n.8/2010, è parificata a quella prevista per gli altri annotamenti e pertanto tale punto 8 è modificato come segue:
“8. Annotamenti di subingresso euro 70,00
5. Le imposte sono corrisposte dall’esibitore il quale ha diritto di rivalersi sul soggetto obbligato ai sensi delle norme sulle Imposte di Registro.
5 bis. Le scritture private portanti i negozi di cui al presente articolo da sottoporre a registrazione a termine fisso, qualora siano stipulate in data anteriore a quella del presente decreto e siano portate alla registrazione nel periodo intercorrente dal 1° giugno al 30 novembre 2017, sono assoggettate alla penale di ritardata registrazione di cui all’articolo 58 della Legge n.85/1981 nella misura ridotta pari al 10% dell’imposta con un importo minimo di euro 10,00.
Art. 5
(Provvedimenti giudiziali e formalità)
1. Sono esenti dalla formalità della registrazione i provvedimenti giudiziali emessi nelle cause civili nonché gli atti del cancelliere e degli ufficiali giudiziari.
2. I provvedimenti ed atti di cui al comma che precede sono assoggettati alla registrazione qualora per essi la parte interessata richieda eseguirsi le formalità nei pubblici registri immobiliari. Allo scopo, gli atti e provvedimenti sono sottoposti alla registrazione senza necessità di presentazione dell’originale, con il deposito delle copie dichiarate conformi dal Cancelliere in numero sufficiente alla esecuzione delle formalità per la pubblicità immobiliare.
2 bis. Fino alla revisione delle pertinenti norme, il Conservatore dei Registri Immobiliari è autorizzato ad iscrivere ipoteca giudiziale sulla base di sentenza o di altro titolo previsto dall’articolo 37 della Legge Ipotecaria 16 marzo 1854, portante condanna anche non definitiva al pagamento di somma e per l’importo ivi risultante.
3. I provvedimenti ed atti di cui ai precedenti commi assolvono le normali imposte di bollo, registro, trascrizione, ipotecarie e catastali al momento della presentazione per l’esecuzione delle formalità. Le imposte sono dovute nella misura per essi prevista, anche qualora siano allegati ad atti presentati alla registrazione.
4. Per le formalità da eseguirsi negli altri pubblici registri non è necessaria la registrazione dell’atto o provvedimento presso l’Ufficio del Registro e Conservatoria.
4 bis. Per quanto compatibili, le disposizioni di cui al presente articolo sono applicate anche ai provvedimenti giudiziali emessi nelle giurisdizioni diverse da quella civile.
4 ter. Il repertorio dei Cancellieri non è soggetto alla vidimazione annuale.
5. Sono abrogati il comma 3 dell’articolo 52 della Legge n.174/2013 e il comma 2 dell’articolo 15 della Legge n.87/1981.
Art. 6
(Rinuncia all’eredità)
1. La rinuncia all’eredità è ricevuta esclusivamente da Notaio e pertanto la lettera c) dell’articolo 3 della Legge n.87/1981 è modificata come segue: “c) gli atti tra vivi di rinuncia ai diritti di qualunque specie che riflettono beni immobili ivi compresi gli atti di rinuncia all’eredità”.
2. E’ abrogato il punto 4) dell’articolo 54 della Legge n.85/1981.
Art. 7
(Coordinamento delle norme di registro con la legge notarile)
1. Alla fine dell’articolo 4 del Decreto Delegato 24 febbraio 2016 n. 20 sono aggiunti i seguenti commi:
“5 bis. Il Notaio conserva, almeno fino alla vidimazione del Repertorio, copia degli atti autenticati e non soggetti a registrazione, al fine dei controlli sul Repertorio degli atti tra vivi.
5 ter. L’Ufficio del Registro e Conservatoria non è responsabile del mancato pagamento delle imposte che sarebbero dovute sugli atti annotati nel Repertorio Notarile degli Atti tra vivi, fatta salva l’applicazione delle penali previste dal Decreto Delegato n.20/2016 e le eventuali segnalazioni all’Ordine degli Avvocati e Notai.”.
Art. 7-bis
(Intestazioni e trasferimenti a favore del coniuge ed ex coniuge)
1. E’ assoggettato all’imposta di registro fissa nella misura di euro 100,00 l’atto, in data successiva al 1° giugno 2017, con cui i coniugi non separati dispongono:
a) che siano intestati ad entrambi i diritti reali su beni immobili già intestati ad uno solo dei coniugi mentre vigeva la comunione legale dei beni;
b) che siano trasferiti al coniuge diritti reali su immobili già intestati all’altro coniuge mentre vigeva il regime patrimoniale di separazione dei beni, qualora il trasferimento di tali diritti costituisca, per dichiarazione in atto, dazione a corrispettivo dell’apporto economico del coniuge non intestato, all’acquisto, costruzione o ristrutturazione degli immobili stessi.
2. E’ assoggettato all’imposta di registro nella misura fissa di euro 100,00 l’atto, in data successiva al 1° giugno 2017, con cui si assegnano tra i coniugi separati o divorziati beni immobili e diritti reali immobiliari o altri diritti, a seguito e secondo quanto stabilito in sede di separazione coniugale o di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio.
3. Le imposte di bollo, trascrizione e voltura sono dovute per intero. L’imposta di trascrizione è applicata nella misura minima sugli atti di cui alla lettera a) del primo comma.
4. Le stesse imposte di cui ai commi che precedono sono dovute per il trasferimento di contratti, beni e diritti diversi da quelli indicati ai commi 1 e 2.
5. Le superiori norme si applicano anche ai casi in cui l’acquisto da parte del coniuge già intestato avesse goduto dei “benefici prima casa” previsti al N.1 bis delle Tariffe delle imposte di registro. I predetti “benefici prima casa” si continuano ad applicare qualora, nel caso del comma 2, l’assegnazione sia fatta esclusivamente al coniuge separato o divorziato non intestato, in possesso dei requisiti richiesti dal citato N.1 bis.
Art. 7-ter
(Riduzione di penale)
1. Il comma 3 bis dell’articolo 8 del Decreto Delegato 24 febbraio 2016 n.20, articolo con il quale è stato modificato l’articolo 57 della Legge n.73/2014, è così sostituito:
“3 bis. Le penali per la violazione di cui al comma 3 sono ridotte della metà per il ritardo alla presentazione delle scritture autenticate soggette ad imposta di registro fissa nella misura minima.”.
Art. 8
(Aggiornamento degli atti esenti da registrazione – articolo 74 Legge n.85/1981)
1. L’articolo 74 della Legge n.85/1981 è modificato come segue:
Sono esenti dalla registrazione, ancorchè autenticati:
1) gli atti emanati dalla Pubblica Amministrazione quando non siano specialmente designati nell’annessa tariffa;
2) i mandati di pagamento sulla Tesoreria di Stato;
3) gli atti e documenti per l’applicazione, liquidazione e riscossione delle pubbliche imposte e le quietanze di dette imposte;
4) le ricevute dei lavoratori dipendenti per retribuzioni, pensioni, indennità o anticipazione;
5) le quietanze per le multe e spese di giustizia;
6) gli atti richiesti dalla Pubblica Amministrazione esclusivamente per fini d’Ufficio o nell’interesse del pubblico servizio;
7) le offerte fatte all’asta pubblica;
8) le note e quietanze per raccolte di beni o denari a scopo esclusivo di beneficenza;
9) gli atti e documenti richiesti per la ammissione alla scuola o per l’ammissione nei servizi della Sicurezza Sociale e le ricette mediche;
10) gli attestati, le dichiarazioni ed autorizzazioni per i minori, i conti e le giustificazioni dei tutori;
11) gli atti in materia penale;
12) le procure ad lites;
13) le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà e di certificazioni, le dichiarazioni circa il possesso dei requisiti per l’iscrizione in registri ed albi professionali, o per l’abilitazione all’esercizio di attività da depositare agli atti di AIF e Bcsm;
14) i certificati azionari e le girate sui titoli azionari;
15) gli attestati, i certificati e le dichiarazioni da depositare agli atti del Registro delle Società previste dalla Legge 23 febbraio 2006 n.47 e successive modifiche e quelli da depositare agli atti del Registro dei trust previsti dalla Legge 1 marzo 2010 n.42;
16) gli attestati, i certificati e le dichiarazioni richieste per le associazioni e fondazioni da depositare agli atti dei pertinenti Registri del Tribunale, di uffici pubblici o di gestori di pubblici servizi;
17) gli atti e contratti oggetto delle formalità nel Pubblico Registro Automezzi e nel Registro dell’Ente per l’aviazione Civile e la Navigazione Marittima;
18) gli atti e documenti espressamente esentati da registrazione dalle disposizioni del presente decreto delegato e da norme speciali.
I documenti ed atti di cui al comma che precede o esentati da registrazione da altre norme, che siano volontariamente portati alla registrazione, assolvono l’imposta fissa rispettivamente nella misura minima prevista per i documenti e nella misura minima prevista per gli atti dalla Tabella delle Imposte di Registro.”.
Art. 9
(Rilascio di copie)
1. L’Ufficio del Registro e Conservatoria è autorizzato a rilasciare copia conforme degli esemplari d’archivio degli atti pubblici registrati esclusivamente allo scopo di consentire all’Ordine degli Avvocati e Notai di prendere visione degli atti per i quali l’ufficio abbia fatto segnalazione ai sensi di legge e agli organi pubblici ed uffici amministrativi di effettuare i controlli nei rispettivi ambiti di competenza previa motivata richiesta.
2. E’ consentito il rilascio di copie autentiche degli esemplari d’archivio di scritture private ed atti esteri agli organi pubblici ed uffici amministrativi per consentire i controlli nei rispettivi ambiti di competenza previa motivata richiesta.
Art. 10
(Decorrenze e Norme transitorie)
1. Il secondo comma dell’articolo 1 è applicato a tutti i processi civili e procedure, comunque denominate, iscritte a ruolo a partire dal 1° ottobre 2016.
2. Le disposizioni contenute nel presente decreto delegato hanno effetto a decorrere dal 1° ottobre 2016 facendo riferimento alla data di riscossione delle imposte e di vidimazione dei Repertori Notarili, fermo restando quanto previsto dal precedente comma.
3. Tenuto conto di quanto previsto al comma che precede, delle modifiche introdotte con il presente decreto delegato e della necessità di definire la disciplina transitoria per la vidimazione dei Repertori degli Atti Tra Vivi tenuti nel periodo intercorrente dalla data di entrata in vigore della Legge 73/2014 alla data di tenuta del Repertorio in formato elettronico, l’Ufficio del Registro e Conservatoria applica agli atti ivi annotati il primo comma dell’articolo 1 e l’articolo 4 in combinato disposto con il primo comma dell’articolo 1, con le eventuali penali già previste dal Decreto Delegato n. 20/2016 e ferma restando l’applicazione dell’articolo 59 della Legge sulle imposte di Registro n. 85/1981. Con riferimento agli atti annotati e non ricadenti nel primo comma dell’articolo 1 e nell’articolo 4, il Repertorio degli Atti tra Vivi del Notaio che dichiari sotto la sua responsabilità di non essere più in possesso dell’originale o della copia e di non poterlo reperire presso il contraente, è vidimato senza ulteriori adempimenti da parte dell’Ufficio, salve comunque le penali poste a carico del Notaio stesso ai sensi del Decreto Delegato n.20/2016.
Art. 10-bis
(Decorrenza delle norme introdotte con la ratifica)
1. Fermo restando quanto previsto per le decorrenze dal precedente articolo 10 e dall’originario Decreto Delegato n.127/2016, le nuove norme introdotte con il presente decreto hanno efficacia a partire dalla data della sua entrata in vigore.

Doing business in San Marino

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