Compila Redditi chi lavora all’estero senza essere iscritto Aire

12 Settembre 2022

Il Sole 24 Ore 24 agosto 2022 di Giovanni Esposito

Le imposte pagate oltreconfine costituiscono un credito

Il contribuente è sottoposto alla maggiore delle due tassazioni

In base al cosiddetto principio della tassazione mondiale (world wide taxation principle), sul quale si fonda anche il sistema fiscale italiano, il cittadino che lavora all’estero non iscritto all’Aire (anagrafe degli italiani residenti all’estero) e quindi fiscalmente residente nel nostro Paese, ha comunque l’obbligo di pagare le imposte in Italia anche sui redditi prodotti all’estero, salvo che sia diversamente indicato da disposizioni contenute nelle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni.

Le eventuali imposte pagate a titolo definitivo nei Paesi in cui i redditi sono stati percepiti si possono comunque detrarre da quelle italiane, sotto forma di credito d’imposta, fino alla concorrenza della quota d’imposta corrispondente al rapporto tra i redditi prodotti all’estero e il reddito complessivo al netto delle perdite di precedenti periodi d’imposta ammesse in diminuzione. In altri termini il contribuente soggiace alla maggiore delle due (italiana/ estera) imposizioni senza possibilità di monetizzare alcun credito.

Il quadro RC

Premesso che per convertire in euro i redditi espressi in valuta estera deve essere utilizzato il cambio indicativo di riferimento del giorno in cui gli stessi sono stati percepiti, quello del giorno antecedente più prossimo o in mancanza il cambio medio del mese, analizzando il caso della percezione di reddito da lavoro dipendente in Usa per 52.491 euro, nella dichiarazione Redditi 2022 nelle colonne al rigo RC1 si indica:

1 “2” redditi di lavoro dipendente o assimilati;

2 “1”se il contratto di lavoro è a tempo indeterminato, ovvero “2” se a tempo determinato;

3 l’importo dei redditi percepiti; in colonna 4, il codice che identifica la fonte estera dei redditi indicati nelle colonne precedenti (“1” se nella colonna 1 è indicato il codice 1).

Le imposte estere

I dati delle imposte estere andranno così indicati nelle colonne del rigo CE1:

1 il codice dello Stato estero;

2 il periodo d’imposta;

3 il reddito prodotto all’estero;

4 le imposte pagate all’estero (nel caso Usa pari alla somma della Federal income tax State and local income taxes);

5 il reddito complessivo;

6 l’imposta lorda italiana;

7 l’imposta netta italiana;

10 la quota d’imposta lorda italiana costituita dal risultato della seguente operazione: (colonna 3 / colonna 5) x colonna 6 (si precisa che se il rapporto tra reddito estero e reddito complessivo assume un valore maggiore di 1, tale rapporto deve essere ricondotto a 1);

11 l’importo dell’imposta estera ricondotta eventualmente entro il limite della quota d’imposta lorda, quest’ultima diminuita del credito utilizzato nelle precedenti dichiarazioni relativo allo stesso Stato ed anno di produzione. A tal fine si riporta il minore importo tra quello indicato nella colonna 4 (imposta estera) e il risultato della seguente operazione: colonna 10 – colonna 9.

Il credito d’imposta

Nelle colonne del rigo CE4:

1 sarà indicato il periodo d’imposta;

2 il totale degli importi indicati nella colonna 11 del rigo CE1;

3 l’importo dell’imposta netta;

4 l’importo per il quale è possibile fruire del credito pari al minore tra l’importo di colonna 2 e l’importo di colonna 3 di questo rigo. L’importo del credito così determinato va riportato nel rigo CE23 e, al netto di crediti di cui all’articolo 165 comma 6 e importi già utilizzati, il risultato finale nel CE26.

L’importo come prima quantificato è, infine, riportato nel rigo RN29, colonna 2, del quadro RN.

Cosicché l’imposta da versare sarà pari alla differenza tra l’imposta netta italiana (16.267 euro) e quelle pagate all’estero (11.362 euro).

Doing business in San Marino

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